Ciao Ragazzo

by Alessandro Colpani

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Written and played by Alessandro Colpani.

Mix and master by Marco Gandolfi, Mofo Studio, San Bonico (PC, IT).

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released December 26, 2010

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Alessandro Colpani Piacenza, Italy

7 February 1993, Piacenza (Italy).

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Track Name: Il puttaniere
La primavera ha ombrelli da sole,
e corre lungo i fossi,
e si consuma dove crescono le Viole.

Ho colto Gigli, ho intrecciato Margherite,
obbedito a corone di ladre
così presto sfiorite.
Ho dato amore e avuto ferite,
perduto Camelie maggesi,
brevi e appuntite.

Sorrisi anche io ai loro baci,
ingannato dalle dita bagnate
di Magnolie sguaiate.
Che appassiscano i Narcisi e le Genziane,
che il sole faccia cenere di Primula,
del suo bugiardo amare,
che fu concime, ancor prima di sbocciare.

Ma i fiori di strade o di campi,
nel morire non sono diversi
da ragni e zanzare,
e durano qualche stagione,
il tempo di uscire dal sogno,
vomitare il tuo cuore.
Track Name: La discarica
Gente che pesate le parole
da qua fuori non si sente
chiedo un poco di chiarezza.
Il vento che ieri era lo stesso
ammorba di regresso
ora investe la monnezza.

E’ tardi per chiudere i cancelli
il treno dei cervelli ha lasciato il bel paese.
Sommosse, falò di bei proclami
e agli stracci di italiani tanfo e botte
più le spese.

Gente che riempite il parlamento
con le ciance del momento
e il partito dell’amore
guardate nei lager di cemento
i germogli di scontento
tra le brine del tumore.

Guardate nel futuro gente colta
ne abbiamo i sacchi pieni e la terra è già in rivolta.
Ne avrete per fare gli scrittori
di pagine a colori: voi gli applausi e noi gli attori.

Voi gli applausi e noi gli attori:
stessa scena, senza fiori.
Track Name: Necropoli
Caporali ai giardini e terre crociate,
sei un orizzonte che sfuma mia vecchia città,
hai rinchiuso i ragazzi dentro i tuoi campanili,
nelle tue ciminiere di noia e di gas.

Dove sono gli artisti e le idee di riscatto?
Si abbandona il futuro e si va gambe in spalla
a onorare il potere con la bocca cucita,
a inghiottire le pillole di un vecchio levita.

Come fa questa gente di poca statura,
nell’oblio imbarazzante di una vana cultura,
mentre i tuoi partigiani sono là nella terra
tu ora qui ti consegni a questi dei della guerra.

Sulla torre più alta dell’Emilia Romagna
con le briglia del delta del Po che ti bagna,
con la testa nei fumi della grande Milano,
vai e vieni sui treni con la coca nel naso.

Qui si fermano tutti ad attendere l’alba,
a smaltire la vita mia necropoli scialba,
e alla luce del giorno resta solo la barba,
sarò anch’io di ritorno con la mia testa calva.
Track Name: Confessione di un prete
“Io credo in Dio. D come diavolo, apostrofo e poi io.
Lo stesso dio che disse un giorno -fatti casta e chiama il cielo amore mio-”.
Così il prete spegne col vino di calore la sua sete,
col naso rosso gioca al ruolo del giullare recitando dall’altare:
“Padre mio, guarda che scempio! Io che son pio non lascerò che nel tuo tempio
entrino i sogni di troppi peccatori. Con i tuoi soldi aprirò logge, archi e torrioni.

“Lodate Dio. D come Dracula, un apostrofo e poi io.
Un giorno o l’altro, gente matta che non crede, andrete tutti a quel Paese.
Ci sarò anch’io, a maledirvi seduto al posto mio,
che iddio perdona chi non sa quello che fa, e quel ch’io faccio chi lo sa!
Ma dentro ad un confessionale scorro le vite che potevano esser mie.
Oh Dio, oh Dio tirami fuori! Se solo non fossi proprio io”.

“Qui è il vostro Dio. Lasciate ogni moneta voi che entrate.
Non esitate e scambiatevi la pace, sorridete se vi piace”.
Piccole, come son piccole le anime degl’uomini,
buone a servir le dicerie d’un portinaio, altro che Cristo, altro che saio.
“Gesù lo ammetto, è colpa mia, che alla memoria loro ti ho strappato via.
Ora si ammirano e ti baciano su un piede
per dire al mondo –oggi ho fatto ancora il bene-.
Ora si inchinano invecchiando nelle chiese,
e con chi parlano è mistero della fede”.
Track Name: Nel nome del pane
Si fermi buon uomo e mi ascolti un istante,
non son militare o prete o brigante,
mi sprangano i raggi del sole brillante,
mi chiamano Azimo e faccio il bracciante.
Mi hanno preso la vita e strappato in due il cuore,
da una parte l’Egitto e dall’altra l’amore,
e non lievita un soldo per il figlio che muore.

Mio fratello è già morto, mia moglie non parla,
qualcuno mi segue vestito da guardia.
Finché avrò forza mi bastoneranno,
perché io sogno e loro lo sanno, loro lo sanno.
Non ho mai rubato, non mi sono arruolato,
non avevo capito in che mondo son nato,
ma per darle una vita sono emigrato.

Non piangere donna un marito villano,
non piangere Egitto se muoio lontano,
non piangere Cristo se son musulmano,
nei tuoi cimiteri ora scappo ed è strano,
nel nome del pane mi hanno fatto cristiano.
Track Name: Un uomo d'onore
Buongiorno a tutti non so
se mi avete presente,
sono bello e famoso,
mi presento ugualmente.
Datemi un minuto
cara la mia gente,
non lascio la battaglia,
ma il fardello è un po’ pesante.

Lo dice anche il sondaggio
che mi ama il mio paese,
ho visto tutti i voti,
le ho fatte io le schede.
Io che vi ho ingannato,
ho censurato la decenza,
presidente Berlusconi,
piacere e mi consenta.

Sono nato tra le vacche
e invecchiato tra le pere,
coi soldi riciclati
ci ho pagato il parrucchiere.
Io che ho scatenato
un’assurda repressione,
ignorando chi ci è morto,
aggrappato a un estintore.

Arrestarmi non potete
se ho la legge dalla mia,
sono amico di ogni prete
e non dico una bugia.
Ditele che l’amo
se morirò per mare,
non parlo di mia moglie,
riferitelo al mio harem.

E poi sono un Casanova,
faccio molte minchiate,
e se vi vedo tristi
qualche gaffe alla tv,
ma non sulla mia rete,
non mi piace parlar di me,
preferisco ficcare il dito
negl’occhi di altri re.

Ad Emilio lascerò
solo qualche monetina,
perché il servo più devoto
del padrone ha già la stima,
piangendo sopra al poster
del suo supereroe,
griderà che non son morto
a chi gli darà torto.

Io voglio libertà
come dice il mio partito,
libertà di essere stronzi,
prendi Adolfo o Benito,
ma io li accolgo tutti,
immigrati e clandestini,
mi serve pur qualcuno
da immolare ai celerini.

Io ed il mio scudiero
Umberto d’Oltre Po,
diamo gare d’ignoranza
sulla Bergamo-Salò,
per torto o per ragione
facciam festa ad ogni insorto,
e chi parla contro vento
starà muto da sepolto.

Presidente Berlusconi,
piacere e mi consenta.
Track Name: Gli eroi
La faccia sopra al poster di Bob Marley
ti guarda e non capisce se gli hai dato dell’eroe,
ma tu daresti via le tue cravatte
per giocare al karaoke con il disco di Exodus.
Chi lo direbbe che si fa la fame,
che anche a correre coi sogni ci si alza il lunedì,
che uno scherzo ti può prendere la mano,
fino a dirsi nello specchio
“la mia vita è davvero tutta qui”.

Infatti mi hanno detto che Bob Dylan è invecchiato,
che non ha più la forza di un Blowing in the wind,
che lo incontrano per strada, è sempre là,
col suo pezzo di vecchiaia e due applausi di pietà.
Me lo sento che sta per finire male,
perché è brutto dire fine, ma per tutti finirà,
finirà coi lunghi fischi della gente,
se ti va bene, altrimenti
solamente con gli stenti dell’età.

Gli eroi non muoion prima dei trent’anni
lasciando a questo mondo quattro note di banlieau,
però nemmeno sui cavalli bianchi,
così dico, ma di eroi non è che ne ho visti tanti.
Io li penso senza tombe dove stare,
senza avere belle scarpe e capelli come star,
che di quello ce ne è tanto sottoterra,
e a vedere molta gente
per sempre tanto ancora ne verrà.

Mi hai detto tante volte in cosa credi,
col sorriso sulla faccia di chi ha visto chissà che,
e allora avevi già dimenticato
tutto quello che sapevi dell’eroe di Nazaret.
Non mi importa del tuo cielo in cartolina,
del demonio che son stato o che tu hai cercato in me,
a ogni uomo il proprio modo di lottare.
C’è chi prova a dare un segno
e chi male un giorno lo interpreterà.
Track Name: Ciao Ragazzo
Ciao ciao ragazzo dal nome ebreo,
ti ha divorato la città
fratello Matteo.
Dritte le croci verso un tuo segno,
ma quale dio ti porta via?
E’ una follia.

C’erano i fiori sulla tua strada,
ma gli occhi intorno a me piangevano,
tu eri qua.
E’ brutto dire parole tristi,
possa bastare il tuo silenzio
a risvegliarti.